Il cinema ritrovato:
Istruzioni per l'uso

Volti, persone, pratiche, tecniche, immagini, idee, parole.
E, al centro, il Cinema del passato, la memoria, le visioni
che hanno raccontato un secolo di Storia, facendoci sognare.

Il documentario Il cinema ritrovato: Istruzioni per l'uso, prodotto dalla Rea Blu in co-produzione con Sky, è stato girato a Bologna (luglio 2004) con la regia di Giuseppe Bertolucci. Il luogo fisico, ma anche - in parte - l’oggetto del film (o per lo meno il suo centro di gravità spaziale e antropologico) sono i diversi ambienti della Cineteca di Bologna: gli uffici, l’archivio dei film, le sale di proiezione, la biblioteca, l’archivio grafico e fotografico, il laboratorio di restauro di L’immagine ritrovata e il festival Il cinema ritrovato.

Il Cinema ha compiuto pochi anni fa il suo primo secolo di vita ed è forse l’innovazione tecnologica che più ha segnato della propria impronta i tratti distintivi della modernità. La riproducibilità delle immagini in movimento e la possibilità di creare un doppio della realtà rappresentano infatti una straordinaria novità nello sviluppo della civiltà umana. Con la recente introduzione del digitale la riproducibilità acquista - almeno potenzialmente -una sorta di “immortalità”, ma nella sua prima fase è sul supporto chimico della pellicola che sono state ospitate la memoria di un secolo e le meravigliose fantasie di tanti formidabili artisti: un supporto fragile e precario, che ha consentito di salvare solo parzialmente i tesori di quel patrimonio. Molto è andato perduto e se esiti ancora più disastrosi sono stati evitati lo si deve alla consapevolezza di pochi pionieri lungimiranti che, a partire dagli anni cinquanta, hanno iniziato a porsi il problema della conservazione e del restauro, dando vita ai primi archivi e alle prime cineteche.

Così il Cinema del passato, dopo essere stato per molti decenni oggetto di una colpevole trascuratezza, è finalmente diventato un territorio presidiato dal lavoro di centinaia di archivisti, di studiosi e di tecnici del restauro, che combattono una quotidiana, appassionata e appassionante battaglia contro l’usura del tempo.

L’intenzione, con questo documentario, è quella di fare il punto sui grandi temi del Cinema del passato: i ritrovamenti, la mappatura dell’esistente, la conservazione, il restauro e, naturalmente, la diffusione, la riproposizione alle nuove generazioni di un patrimonio culturale di straordinario valore. La battaglia per la legittimazione, laconservazione e la rivisitazione della “memoria audiovisiva” sia una decisiva, grande battaglia di civiltà.

Il documentario è corredato da testimonianze di personalità di grande rilevo, sia italiane sia internazionali: Peter Weir, Christopher Chaplin, Bernard Eisenschitz, Dusan Makavejev, Joao Bernard DaCosta, Giampiero Brunetta, Jean Gilli, Dominique Païni, Michel Ciment, Janet Bergstrom, Adriano Aprà, Mario Monicelli, Luciano Berriatua, solo per citare alcuni fra registi e studiosi.

Per gli estratti di film inseriti nel documentario è stato utilizzato principalmente cinema delle origini con particolare attenzione ai film del 1904 provenienti da varie cineteche (italiane e internazionali).

Il cinema ritrovato è stato presentato alla 61. Mostra Internazionale del Cinema di Venezia (Vetrina Sky), ha partecipato al Festival di Annecy 2004 e ha ricevuto una Menzione speciale per il Miglior documentario ai Nastri d'Argento.

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